“Cose che puoi fare con un barattolo di zuppa Campbell” di Brock Adams

Non bisogna essere particolarmente appassionati di arte per collegare la raccolta del giovanissimo scrittore Brock Adams all’opera di uno dei più conosciuti artisti a stelle e strisce, Andy Warhol. Anzi, l’avevo proprio in mente quando ho comprato la copia del libro.

campbell

Diciamolo pure: la scatola di questa zuppa è proprio uno dei simboli USA al pari della Nutella per l’Italia. E io – pagina dopo pagina – volevo proprio sapere di più su questo Paese, amato e odiato, da sempre in un dicotomico equilibrio tra l’approvazione e l’ammirazione planetaria e la critica globale più feroce.

libro

Al pari dell’opera di Warhol, questo libro mi ha colpita. Una raccolta di 17 racconti scritti con uno stile fresco e genuino. Un punto di vista particolareggiato dell’individuo colto nella sua ordinaria vita. Coinvolgente e acuto, freddo e appassionato, ciascun racconto esamina quel tocco di straordinarietà, quell’incontro casuale, quella solitudine avvertita all’indomani della scomparsa di un caro che tramutano il corso della quotidianità dirigendolo con sobbalzi emotivi e vicende straordinarie in un versante sconosciuto seppure profondo e misterioso.

Guardai la folla e pensai al satellite, alieno e ragnesco, che scivolava senza rumore cento miglia sopra le loro teste, con l’otturatore della macchina fotografica che scattava silenzioso sopra la lente. Mi chiesi se il satellite intralciasse le preghiere della gente, ingarbugliandole nella loro strada per il cielo. Forse Dio sentiva solo un brusio continuo.

Un caleidoscopio intimamente umano:

Con Ustione assistiamo alla “scomparsa” surreale di un uomo; la separazione di una coppia viene raccontata sullo sfondo di un Golfo; ci imbattiamo nelle paure di un padre con Fragile; il Freddo famelico avvilupperà le nostre ossa, mentre Cose che puoi fare con un barattolo di zuppa Campbell darà una sferzata di ossigeno alla creatività a volte imbetita; con Vacanza assisteremo a un amore finito (ma sarà mai cominciato?); sono, invece, di un ragazzo i pensieri di Gente che non vedrò mai più; Audace è il nome di una giovane senzatetto; con Google Earth siamo parte del mondo… oppure, no?; Fantasmi sul fiume evoca Horace e i suoi occhi “scuri e vuoti”; Cima e la conta di un uomo anziano; chi l’ha detto che per fare certi lavori occorre il sangue freddo di un Segugio?; un nonno e Una battaglia dei pollici; del tradimento, dell’amore e della scoperta della Scozia in Luce nel freddo; un cliente inquietante in un fastfood in Molto speciale; prove di un funerale in Ceneri su St. Andrew; un “maledetto” hippie in Azzurra oscurità del mattino.

Un vero e proprio ritratto (poco conosciuto) dell’America del Ventunesimo secolo, intimo e personale, semplicemente umano.

L’autore – un giovanissimo docente  alla University of South Carolina Upstate – promette bene: uno stile di scrittura impeccabile, tagliente.

Brock Adams, Cose che puoi fare con un barattolo di zuppa Campbell, Round Robin Editrice, 2009 – traduzione dall’inglese di Davide Martirani. 

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